Aghni e Ama

 

Aghni , il fuoco digestivo, è un elemento fondamentale del corpo umano; per gli Indu è una vera divinità. Grazie ad Aghni, ogni cibo che mangiamo si trasforma in una parte di noi, scindendosi e modificandosi: è il metabolismo. Tutti gli esseri viventi lo hanno; per le piante si tratta della fotosintesi clorofilliana. Senza di esso non potremmo vivere. Non sempre però esso funziona alla perfezione : ciò comporterà una digestione errata o incompleta, e i residui non completamente metabolizzati andranno a formare delle tossine, dette Ama. Questo è il primo stadio della malattia.

 

                                                         Le Cause della malattia

 

Si possono sinteticamente distinguere due fattori scatenanti:

1)    Fattori esterni: epidemie, fattori climatici…

2)    Fattori interni: errato stile di vita , errata alimentazione, errore dell’intelletto (il pensiero negativo).

A lungo andare, l’accumulo di Ama genera malfunzionamenti in tutti i canali del corpo , in cui si sparge, aumentando gli squilibri e comportando disturbi quali intolleranze alimentari ed allergie. I Dosha non circolano in modo naturale, e compaiono le malattie.

              

                                             I sei stadi della malattia

 

1)    Accumulo. Il dosha non circola liberamente a causa dell’accumulo di tossine.

2)    Aggravamento. Il dosha si blocca, si accumula .

3)    Diffusione. Il dosha si sparge per altre strade, non segue i suoi canali .

4)    Localizzazione. Il dosha finisce in luoghi a lui non consoni: si manifestano i primi sintomi.

5)    Manifestazione:. Appaiono i sintomi tipici.

6)    Cronicizzazione. Sviluppo completo della malattia; cronicizzazione.

Come fare per evitare tutto ciò? L’ayurveda prevede un sistema di cure per mantenersi in salute.

                                             Le purificazioni

1)Azione decongestionante e rinforzante. Prevede delle sudorazioni (sauna, bagno di sole, bagno turco) e il massaggio ayurvedico con oli caldi, l’Abyangham. Per effettuarlo, rivolgetevi ad un centro ayurvedico o ad un operatore ayurvedico qualificato, NON andate nei centri estetici ove vi potreste imbattere in estetiste che magari hanno fatto un weekend di corso ayurvedico e si ritengono in grado di massaggiarvi correttamente! (Vedremo in un altro capitolo i dettagli sul massaggio).

Le sudorazioni vanno praticate: pochissimo per Vata, abbastanza per Pitta, molto per Kapha. Il sole invece va bene anche per Vata.Il bagno di calore (bapasweda) prevede, dopo un massaggio con oli caldi per sciogliere le tossine, una immersione in una sorta di ‘capanna’,con la testa di fuori, in cui un bagno di calore a base di spezie( alloro eucalipto, zenzero) aumenterà la sudorazione, sciogliendo le tossine ancora più profondmente, oltre che migliorare la circolazione e la lucentezza della pelle.

2)Azione purificante, il panchakarma o 5 azioni. Non le vedremo nel dettaglio, ma citeremo solo quelle più adatte all’epoca attuale e all’occidente (ad es. i salassi li abbiamo superati da un centinaio di anni…se non di più!)

Per Vata: purificarsi con un enteroclisma o un microclisma: se ne trovano di pronti e pratici in farmacia, a base naturale.

Per Pitta: purificarsi con un purgante, un lassativo o una tisana per intestino pigro che vi preparerà il vostro erborista di fiducia.

Per Kapha: la teoria ortodossa ayurvedica prevedrebbe una terapia emetica, ma con l’esistenza patologie tipiche occidentali (bulimia) e altri pericoli nel procacciarsi il vomito,  sconsiglio assolutamente questa pratica, anzi la VIETO, consigliando al suo posto una delle due precedenti, a seconda del vostro secondo dosha: se siete Kapha-Vata il primo se siete Kapha-Pitta il secondo.

 

Infine c’è l’insufflazione nasale, con vapori o aerosol , che possono praticare tutti. Prima sarebbe bene pulirsi il naso (Lota) con una soluzione salina (acqua e sale brucia troppo), che si può iniettare nel naso con un bricchetto stando piegati sul lavandino o meglio con una siringa senza ago ovviamente!

 

3)    Mantenimento. Dieta, yoga, tisane, pranayama e meditazione. (Vedremo alcune di queste tecniche in un altro capitolo).

C’è da sottolineare un fattore molto importante: nell’ayurveda, le malattie hanno tutte una componente psicosomatica, e questo è ormai accettato anche dalla medicina occidentale; l’aspetto mentale quindi è essenziale.

 

Ricapitolando: per la purificazione, si deve prima fare massaggi e sudorazioni; poi il panchakarma adatto al proprio dosha; poi iniziare una dieta apposita. Durerà 2-3 gg per Vata, 6-7gg per Pitta, 10 per Kapha. La mattina appena alzati, bere acqua tiepida con succo di limone spremuto (1 cucchiaino) e miele. Ottima anche una soba-cha (grano saraceno tostato con acqua bollente in infusione x 5 min). Per Pitta: anche un succo di frutta e pane integrale. Pranzo: minestrone di verdure senza legumi. Merenda: Tisana* o tè matcha, carote. Cena: Riso basmati integrale al vapore e verdure della famiglia delle crocifere (carciofi, spinaci,cavoli-no cavoli per Vata!) al vapore. Poco condimento. La cena va fatta entro le 19. Nei giorni successivi potete aggiungere pane integrale, insalate, zuppe di cereali e verdure, tutto in quantità limitata. I legumi no perché producono aria, che può interferire con la purificazione.

·        Tisana allo zenzero:1 cucchiaio di radice di zenzero fresca, tagliata sottilissima, e acqua. Mettete lo zenzero in un thermos; fare bollire molto l’acqua, e poi mettetela nel thermos. Lasciate in infusione per 30 minuti.

Al termine, riprendere con i massaggi ayurvedici. Si consiglia di effettuare le purificazioni ai 4 cambi di stagione, però le buone abitudini vanno conservate tutto l’anno! (alimentazione corretta, che poi vedremo, yoga, meditazione, pranayama)

 

                                                                                       

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